L’ACQUA DEL RUBINETTO È TROPPO DURA?

È vero che bere acqua del rubinetto può provocare i calcoli renali?

SFATIAMO QUALCHE MITO

CALCOLI RENALI E ACQUA DEL RUBINETTO

È convinzione comune che bere l’acqua del rubinetto – specie se molto calcarea – oppure un’acqua minerale ad alto residuo fisso possa favorire la formazione di calcoli renali. Da qui la tendenza a preferire acque in bottiglia più “leggere” per il proprio uso quotidiano.
Ma, come vedremo, questa convinzione è del tutto errata.
L’acqua dura è quell’acqua ricca di sali di calcio e magnesio, la concentrazione di questi sali dipenderà dalle caratteristiche geologiche dell’area di provenienza dell’acqua.

Sappiamo che, con l’andare del tempo e con l’azione del calore, questi sali creano composti chimici che tenderanno a depositarsi sulle superfici con cui l’acqua viene a contatto e formando quella patina di calcare così difficile da rimuovere o prevenire sui sanitari di casa. Questo stesso processo, nel corso dei millenni, ha permesso la creazione degli scenari magici delle Grotte di Frasassi e altri luoghi incantati.

Formazioni calcaree nelle Grotte di Frasassi
Formazioni calcaree nelle Grotte di Frasassi

Se è vero che un’acqua di questo tipo non è l’ideale per le tubature, gli elettrodomestici e, appunto, per rubinetti, lavelli e sanitari non è altrettanto vero che non sia invece ideale per la nostra salute, essa infatti può costituire una risorsa di calcio e sali minerali utili per il nostro organismo.

È stato ormai ampiamente dimostrato che i calcoli renali NON sono provocati né favoriti da un’acqua ricca di calcio e magnesio, anzi, è proprio una dieta povera di calcio che aumenta il rischio della loro formazione. Per prevenirli, quindi, l’ideale sono una dieta equilibrata e un’abbondante idratazione anche e soprattutto utilizzando acque ricche di calcio e magnesio.

UN VALIDO AIUTO NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Ma gli effetti benefici dell’acqua “dura” non si arrestano qui. Come riportato in un articolo del 2007 sul notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, diverse ricerche compiute a partire dagli anni ’50 in poi, hanno evidenziato una maggior incidenza di malattie cardiovascolari in popolazioni servite da acque con ridotti contenuti di calcio e magnesio, associando – viceversa – una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari al consumo di acqua i cui livelli di calcio e magnesio sono più elevati.

In definitiva, possiamo affermare con sicurezza che l’acqua “dura” rappresenta un vero beneficio per nostra salute. Dal punto di vista del residuo fisso, non occorre quindi temere l’acqua del rubinetto

Il discorso cambia in tema di cloro o di altri potenziali inquinanti.

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Fonti

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